Intervista alla Polizia Municipale

LE PREMESSE

Fonti: ACI, Legambiente, Comune di Torino

Negli ultimi 10 anni in Italia, solamente tra i ciclisti, si possono contare quasi 3.000 morti e 90.000 feriti causati da incidenti stradali. Fra il 2000 e il 2009 le vittime sono diminuite per tutte le categorie di utenti della strada (auto -45%, pedoni: -40%, motociclisti -20%) ma solo di un -9% fra i ciclisti. Fra il 2009 e il 2011 le vittime e gli incidenti per chi usa la bici sono aumentati del 7%.

L’Italia è il 3° paese in Europa per numero di decessi in bicicletta, nonostante abbia una percentuale di spostamenti ridotta rispetto alle altre nazioni (solo 3%). Da questo si evince che la popolazione della bicicletta ha l’indice di mortalità e incidentalità più alto di ogni altra categoria.

Di tutti gli incidenti causati a pedoni da parte di ciclisti, l’incidenza è registrabile in un 1,3%.

Di tutti gli incidenti causati a ciclisti da parte di autovetture, l’incidenza è dell’80% e il 70% di questi è mortale per il ciclista.

Innumerevoli studi riportano che le auto rubano spazio, sono rumorose e decisamente lente nel traffico cittadino, nonché causa principale dell’inquinamento atmosferico e dell’insicurezza stradale. Al contrario, una bici occupa poco spazio, è silenziosa, è più veloce negli spostamenti medio-brevi, è a “emissioni zero”. Inoltre, come si evince dalle statistiche, contribuisce a migliorare la sicurezza stradale fra tutti gli utenti della strada (“Safety in Numbers”, Jacobsen, 2001) determinando, congiuntamente, un notevole risparmio economico in termini di risorse, spese sanitarie e di ripristino stradale.

LE DOMANDE

1.
A Torino ormai sono poche le auto in sosta su marciapiedi o su corsie riservate, mentre è ancora molto frequente la sosta illecita sulle piste ciclabili. I casi più noti sono via Verdi, corso Galileo Ferraris, corso Marconi e via Arcivescovado/Cavour.
Esiste una statistica della Polizia Municipale di Torino riguardante le infrazioni effettuate dalle auto e inerenti le piste ciclabili?

  • Non esiste una specifica statistica sulle infrazioni commesse a danno delle piste ciclabili, anche se i controlli sul fatto che queste siano lasciate libere e fruibili per i ciclisti sono pressoché quotidiani.

2.
Quale pensate che sia il motivo di questo comportamento da parte degli automobilisti?
Pensate che una sanzione troppo blanda per queste infrazioni, se confrontata per esempio con la sosta senza pagamento in Zona Blu, possa rappresentare un “minor danno” che l’automobilista preferisce rischiare?

  • Non esiste un motivo predeterminato se non il fatto che, come accade per la doppia fila, l’automobilista medio, specie nelle località ove gli spazi di sosta sono già occupati, impegnano genericamente gli spazi più vicini e disponibili alla necessità, senza curarsi del disagio e delle problematiche che un gesto simile provoca alla circolazione degli altri veicoli.

3.
La Stampa del 13 dicembre 2010 titolava “Tolleranza zero sulle piste ciclabili”, con interventi degli allora Assessori e anche rimandi al Corpo di Polizia Municipale (si veda: http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/379709/ ).
Non essendosi visti particolari miglioramenti, è cambiato qualche presupposto rispetto gli intenti di allora?

  • No… Gli intenti continuano ad essere gli stessi: i compiti della Polizia Municipale sono sia di prevenzione, sia di contenimento dei comportamenti vietati, sempre attraverso una ponderata e misurata opera di intervento che privilegia priorità ed importanza delle richieste di intervento.Gli effetti dell’aumento dei controlli si potranno vedere nel medio periodo.

4.
Sempre in relazione al medesimo problema, che cosa si potrebbe fare per risolverlo definitivamente? Ad esempio, le forze di Polizia tedesche, attrezzate di bicicletta, pattugliano sistematicamente le piste ciclabili per registrare le eventuali infrazioni, con l’evidente facilità che si ha nel fermarsi, percepire i problemi e sanzionare ove necessario. Sarebbe possibile a Torino?

  • Con le risorse disponibili non è possibile prevedere, al momento, diversificazione del servizio di controllo: da tempo la Polizia Municipale per il controllo delle soste lavora in base a “priorità” e le piste ciclabili sono fra queste priorità.

5.
Ci sono giunte segnalazioni sul mancato intervento della Polizia Municipale a seguito di chiamate per infrazioni di questo genere. D’altra parte, capita anche di vedere pattuglie passare accanto ad evidenti scene di violazione del Codice della Strada senza che esse intervengano. Come può essere spiegato questo? Esistono verifiche con priorità differenti?

  • Come già spiegato, esistono priorità di servizio da assicurare e gli Agenti, a seconda del loro servizio e del loro incarico, possono o meno intervenire ovvero segnalare alla Centrale Operativa la necessità dell’invio di un’altra pattuglia. Rammento, infine, che i diversi utenti della strada hanno diverse concezioni sulle urgenze da coprire: soltanto una regia attenta e ponderata evita spreco di energie e una conflittualità elevata sulla strada.

6.
Ritenete che gli strumenti di condivisione come Facebook, Twitter, blog o altri applicativi per smartphone possano tornare utili nel segnalare le infrazioni del Codice della Strada? Una segnalazione del genere, documentata fotograficamente e fatta da un privato cittadino, diventa probatoria? Possono diventare un deterrente per l’automobilista indisciplinato?

  • No, al momento questi strumenti, al di là di documentare un malcostume, non possono trovare altro utilizzo pratico.

7.
Parlando in generale delle Forze dell’Ordine, è capitato anche di vedere pattuglie parcheggiate sulle piste ciclabili, come ad esempio quella di via Verdi.
In assenza di emergenze, esistono casi che giustifichino questo tipo di comportamento?
Se non ne esistono, a chi spetta porre rimedio?

  • In caso di necessità i veicoli adibiti ai servizi di polizia possono non rispettare quanto prevede il Codice della Strada, così come previsto dall’art. 4 della Legge 689 del 1981. Eventuali abusi possono essere segnalati ai rispettivi Comandi.

8.
Una delle infrazioni più pericolose per la viabilità ciclabile, oltremodo frequente in Italia, è il parcheggio in doppia fila: costringe a manovre molto rischiose e rappresenta un grave intralcio per il resto della circolazione, in primis per il trasporto pubblico.
Avete in mente strategie specifiche per arginare questo comportamento, che pare aumentare invece di diminuire?

9.
In questo periodo di crisi, il mantra più ripetuto è “la mancanza di fondi economici per qualsivoglia intervento”. Come mai accade ciò, dato che lo stesso Codice della Strada (Art. 208) prevede il reinvestimento di fondi raccolti attraverso sanzioni, ai fini della gestione e del rinnovamento della viabilità di ogni genere, tra cui anche quella ciclistica? 

  • Il Comune di Torino, rispetto a quanto riportato, è impegnato quasi quotidianamente, su vari fronti, per migliorare la sicurezza stradale. In questo momento, ad esempio, l’attenzione è rivolta alla messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali più rischiosi.

10.
Dal punto di vista di chi usa la bici, quando si chiede agli automobilisti un maggior rispetto del Codice della Strada, si viene spesso accusati di essere noi per primi pericolosi, senza considerare che una bici che fa un’infrazione o causa un “incidente” difficilmente può fare gravi danni, mentre un’auto usata male può causare la morte a più persone.
In che modo la Polizia Municipale potrebbe tenere conto di questi due “pesi”, oggettivamente differenti?

  • Continuando a comportarsi con impegno e moderazione come ha sempre fatto e i numeri dimostrano proprio questa attenzione e questo non accanimento verso particolari categorie e/o comportamenti preconcetti.

Chi vi scrive:
una piccola delegazione torinese delle oltre 12.000 persone che in tutta Italia condividono e promuovono la campagna #salvaiciclisti

Luca Caddeu
Gabriele Del Carlo
Giuseppe Piras
Andrea Zanchetta
Fabio Zanchetta 

Altri riferimenti:

vadainbicicazzo.wordpress.com/

gruppo nazionale di Salva i Ciclisti

gruppo locale di Salva i Ciclisti

Salva i Ciclisti su Twitter

scarica questa Intervista_Polizia_Municipale_e_risposte in formato pdf

scarica Intervista_Polizia_Municipale (solo domande) in formato word

Chi risponde:

Dr. Valter Gerbi – segreteria del Comandante P.M. Torino – tel. 011.4426580

Pubblicato su L'amore vincerà
One comment on “Intervista alla Polizia Municipale
  1. Don't scrive:

    “Chiacchiere e distintivo..”

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: